Chiusura uffici Aqp Trani, Marmo (Pdl) presenta interrogazione al Consiglio regionale

Giovedì 9 Settembre 2010

Il riordino degli uffici delle unità territoriali dell'Acquedotto pugliese continua a tenere banco nel dibattito politico regionale. Ieri alcuni consiglieri regionali del Pdl hanno presentato un'interrogazione in cui chiedono chiarimenti su una vicenda dai tratti ancora per certi versi oscuri. Si tratta dei consiglieri Maurizio Friolo e Nino Marmo. 


L’Acquedotto Pugliese è organizzato in unità territoriali (UT) il cui ambito di competenza coincide con le sei Province pugliesi. Ora, ogni UT ha il compito di assicurare l'esercizio del ciclo idrico nell’ambito territoriale di propria competenza. Il riordino, come è noto, colpisce anche quello di Trani, il quale dovrebbe essere scorporato con la conseguente assegnazione dei propri uffici presso l'unità territoriale della provincia di Bari, con conseguente trasferimento dei dipendenti. Nell'interrogazione di Nino Marmo si legge che "L’effettiva realizzazione di detto progetto di ‘svuotamento’ della UT sede di Trani e la sua riduzione a semplice sede operativa, comporterà la perdita dell’autonomia decisionale e gestionale necessaria in loco, per la tempestività del servizio sia per la gestione e distribuzione dell’acqua potabile che delle fogne e del riutilizzo delle acque reflue". Il consigliere d'opposizione denuncia dunque eventuali gravi disagi per il servizio garantita dall'ut di Trani, che avrebbe ricadute negative sulla pianificazione e attuazione degli investimenti, sull'indotto con conseguente contrazione del livello occupazionale. Non da ultimo, possibili ricadute negative nel rapporto gestore/utente.


Marmo, che ricopre altresì il ruolo di vice presidente del Consiglio regionale, chiede quali siano le intenzioni della Regione, se intende ostacolare e in che maniera la decisione dell'Aqp, essendone peraltro proprietaria di maggioranza.