Casa di riposo, il Comune di Trani paga Casa Alberta. Ma i dipendenti, adesso, sono a rischio. Problemi anche per i fornitori

Da tre mesi i 14 ospiti della casa di riposo Vittorio Emanuele II si trovano presso Casa Alberta, a Corato. Ed almeno per loro, la situazione logistica pare più che soddisfacente, giacché si trovano in una struttura residenziale di recente costruzione e con tutti i comfort.


Il vero problema, al momento, è dei loro familiari, costretti a fare i pendolari per assisterli, ma anche, e soprattutto, dei dipendenti - ormai quasi ex - della stessa casa di riposo Vittorio Emanuele II: infatti, per questi sei lavoratori, potrebbe a breve scattare la necessità di fermarsi del tutto se, nel frattempo, non si sarà trovata loro una destinazione presso altri enti pubblici.


Dal 18 dicembre scorso, vale a dire dal giorno in cui gli ospiti sono definitivamente usciti dalla casa, che ha bisogno di urgenti lavori di ristrutturazione, i dipendenti sono andati in ferie, recuperando tutti i riposi cui avevano diritto e, adesso, sono a disposizione del Consiglio di amministrazione per lavori di sistemazione all'interno della struttura di via Cappuccini. In particolare, si stanno occupando dell’inventario e della successiva rimozione di suppellettili e quanto altro ostacolerebbe i lavori da compiersi.


Il problema non è di poco conto, e presto potrebbe essere nuovamente tornare al centro delle attenzioni delle organizzazioni sindacali, che già avevano rappresentato in quei giorni, sia al sindaco uscente, Luigi Riserbato, sia al presidente del Cda, Carmela Craca, la necessità che si assicurasse il mantenimento dei sei posti di lavoro della casa di riposo.


Nel frattempo, il dirigente del Settore servizi sociali, Roberta Lorusso, ha impegnato una somma di 86mila euro per coprire il pagamento delle rette dei 14 ospiti di Corato dal 18 dicembre 2014 al 30 aprile 2015. Ed in questo caso, la somma è perfettamente coincidente con quella che il Comune già versava per la permanenza degli ospiti all'interno della casa di riposo di Trani.


Vi è da aggiungere il fatto che, chiusa la sede di Trani, adesso è il Comune, e non più il Cda della Vittorio Emanuele II, ad intrioitare al quota di compartecipazione annuale della Regione Puglia, pari a 89mila euro.


La differenza è che, adesso, questi soldi finiscono a Casa Alberta, mentre invece la casa di riposo non ha più alcun introito. Da qui la sensazione che, presto, si finirà con il raschiare il fondo del barile: i fondi accantonati sono quelli che servono per i lavori, che, peraltro, saranno limitati ad una messa in sicurezza tale da garantire l'agibilità della struttura, nel giro di sei mesi dall'inizio delle opere, a beneficio di 25 ospiti.


Il presidente Craca, insieme con il vicario, Antonella Trapanese, ed il componente, Lucia Merra, ha anche chiesto ed ottenuto, dal Notariato nazionale, un parere favorevole circa l'opportunità che il Comune di Trani conceda l’ex convento, adibito a casa di riposo, in uso gratuito perpetuo al Consiglio di amministrazione dell'ente. Tale parere è stato già allegato ad una nota trasmessa al commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, dalla quale il Cda auspica il rilascio della concessione formale in tal senso, che consentirebbe all’ente di avere piena autonomia sulla struttura e pianificare meglio il proprio futuro.


C'è da registrare anche un problema relativo ai fornitori: la dittà che somministrava giornalmente il vitto attende l'ultima liquidazione, fino al 18 dicembre, pari a 13mila euro. Nessuno si sarebbe fatto vivo e si rischia il decreto ingiuntivo.

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