Discarica di Trani, il Movimento cinque stelle riscrive la storia: «Altro che tappeto rosso. Ci entrammo noi nel 2013 e poi sappiamo com'è andata»

«Consigliera Di Lernia lei nella discarica non ci è entrata 4, 5 o 7 anni fa, ma lei c’è entrata quando il sindaco l’ha fatta entrare con il tappeto rosso. Se l’avesse vista prima, avrebbe detto che Guadagnolo ha già raggiunto grandissimi risultati». Questo riferiva il Sindaco nel corso del consiglio comunale del 31 luglio 2018.
Per chi volesse immaginare di che genere di red carpet stiamo parlando per non confondersi con quello più famoso del Festival del Cinema di Venezia proviamo a chiarire quello che nell’immaginario del sindaco di Trani è stato definito con tanta enfasi.
La discarica di Trani è stata chiusa il 5 settembre 2014 e sequestrata dai Carabinieri il 15/01/2015 per il rischio esplosione causato della mancata realizzazione dell'impianto di captazione del biogas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti, di conseguenza il gas ha esercitato delle pressioni sotterranee contro le pareti della discarica, facendo fuoruscire tipo geyser migliaia i litri di percolato contaminato dalla presenza di metalli pesanti.
Nelle acque di falda fu rintracciata la presenza di metalli pesanti – cromo, arsenico nichel – ma l’inquinamento ambientale si era esteso anche in atmosfera per inquinamento da metano e CO2. 
L’obbligo dell’Amiu sarebbe stato di mettere in atto misure di sicurezza ed emergenza, compresa la copertura del terzo lotto, per evitare l'infiltrazione di altro percolato per il probabile cedimento di una porzione di parete e conseguente dispersione di percolato in falda a causa del sovraccarico di rifiuti smaltiti nel sito ben oltre la capienza consentita.
Nel corso di questi quattro anni quindi sarebbe stato prioritario da parte di questa amministrazione, redigere e attuare, attraverso Amiu, un Piano di caratterizzazione. 
Scopo del Piano di caratterizzazione è quello di definire l’assetto geologico e idrogeologico, verificare la presenza o meno di contaminazione nei suoli e nelle acque (superficiali e sotterranee) e sviluppare un modello concettuale del sito inquinato.
Le indagini di caratterizzazione di un sito devono avere come prerogativa la definizione qualitativa e quantitativa dell'eventuale contaminazione con minore approssimazione possibile. A causa della contaminazione accertata il Piano di caratterizzazione deve essere il primo di una serie di passi che hanno come obiettivo la bonifica e/o la messa in sicurezza del sito.
Il Piano della caratterizzazione deve descrivere dettagliatamente il sito e tutte le attività svolte in passato e che eventualmente si continuano a svolgere; deve individuare i collegamenti tra le attività svolte e tipo, la localizzazione ed estensione della possibile contaminazione.
Deve descrivere le caratteristiche delle componenti ambientali sia all'interno del sito che nell'area da questo influenzata e deve descrivere le condizioni necessarie alla protezione ambientale e alla tutela della salute pubblica; 
Da parte nostra, contiamo numerose richieste di accesso agli atti, rivolte all’assessore all’ambiente, al Sindaco, ad Amiu, ribadite in ogni seduta del Consiglio comunale al fine di conoscere e ricevere copia del piano di caratterizzazione della discarica che dovrebbe costituire il riferimento ed il punto di partenza per poter gestire la messa in sicurezza e la bonifica del sito della discarica di Puro Vecchio.
E invece …. Il Sindaco ci dice che in discarica si entra con il tappeto rosso. Questo nella realtà si traduce, guardando le notizie e le indagini fino ad oggi effettuate, in un sito dove sono presenti nei pozzi di ispezione quantità di nichel e di solfati al di fuori dei limiti previsti dalla norma, elementi chimici inquinanti che costituiscono ancora oggi un chiaro segnale di inquinamento della falda.
Un grosso contributo a questa grave situazione lo danno anche:


- il grave ritardo nei necessari lavori di copertura del corpo dei rifiuti di tutti i lotti di cui è composta la discarica;


- la necessità di una rete di captazione di biogas realizzata non con sistemi di emergenza ma a regola d’arte e il loro collegamento ad un sistema di raccolta ed invio in torcia;


- la necessità di realizzazione di sistemi di emungimento del percolato dai pozzi di raccolta;


- la mancanza di un sistema dedicato per la raccolta delle acque meteoriche.


Tutte queste anomalie venivano evidenziate nel verbale di sopralluogo presso la discarica da parte del personale Ispra/Arpa Puglia effettuato il 14 giugno del 2018. 
Abbiamo fondato motivo di ritenere che la situazione ad oggi non sia migliorata. 
Con l’autunno e le abbondanti piogge la situazione del percolato può risultare ancor più pericolosa soprattutto in ragione della mancata copertura superiore dei 3 lotti della discarica. 
Non dimentichiamo che è stato documentato e acquisito dall’Ispra il filmato di febbraio di quest’anno in cui era evidente l’invasione di percolato in terreni non protetti adiacenti la discarica.
Questa convinzione deriva dal fatto che abbiamo richiesto all’assessore all’ambiente, al Sindaco e all’Amiu, copia di una relazione integrativa e del piano di caratterizzazione, che i rappresentanti di Arpa e Ispra richiedevano a chiusura del verbale e l’unica risposta “piccata” ad oggi ricevuta è stata da parte dell’assessore Di Gregorio in questi termini: “Amiu ha provveduto nei tempi fissati ad inviare l’integrazione documentale come richiesta”.
Se l’assessore risponde piccato non fornendo copia dei documenti a noi che facciamo della salute dei cittadini e della tutela ambientale dei principi non sacrificabili per meri interessi economici, non può che farci scaturire questa considerazione : “che piccato… l’assessore”.
Per concludere, caro sindaco Bottaro, lei ha dimenticato che prima di essere sindaco era cittadino di Trani, città su cui già gravava, da anni, il pericolo della discarica. Abbia l’umiltà di non fare sempre la primadonna facendo delle affermazioni in Consiglio comunale con le quali Lei pensa di potersi accreditare quale risolutore del problema della discarica. 
Deve sapere, caro Sindaco, che già da novembre 2013 noi semplici attivisti insieme ai nostri Parlamentari del Movimento Cinque Stelle, quando lei era occupato in altre faccende, siamo riusciti dopo numerose istanze anche a livello nazionale ad accedere alla discarica per documentare e denunciare il sistema di smaltimento dei rifiuti nel sito di Puro Vecchio.
Stessa avversione e contrarietà la esprimiamo oggi all’idea di veder smaltiti i rifiuti presso la discarica di Massafra.
Quel sopralluogo effettuato nel 2013 purtroppo “senza il suo tappeto rosso” portò alla luce il gravissimo problema della discarica di Puro Vecchio e riteniamo, senza timore di smentita, che grazie alla rilevanza data a livello nazionale che di li ad un anno la discarica sarebbe chiusa e oggetto di sequestro.


Le Portavoce del Movimento Cinque Stelle Trani -  Luisa Di Lernia e Antonella Papagni

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